...mi siedo sul bordo
del letto
prendo l'apribottiglie
dal sacchetto di carta
insieme alla prima bottiglia
di petite sirah
tolgo una lunga striscia rossa di
cellophane
avvito il cavatappi e tiro
fuori il tappo.
a volte un uomo deve rifugiarsi in una stanza di motel
per salvare la sua
anima del cazzo.
Charles Bukowski
MOTEL
©copyright michele brancati 2008. all rights reserved
black&white
reportage
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Il mercatino di Belgrado come discarica di quello che una volta è stato. O forse solo come metropolitano proscenio di strambi oggetti che chiedono di tornare a vivere. Corredati da una presenza umana viva, candida, ardente, ma anche luttuosa.I corpi sorridenti dei bambini, le loro facce dai tratti somatici fortemente scavati, espressive, urlanti di vita; un'ordinato cimitero di scarpe che sembrano muoversi pur restando ferme, ma lì presenti a testimoniare che hanno indossato piedi ed accompagnato chissà quante vite. Oggetti quasi inutili che chiedono una seconda chance, pura plastica dimenticata ma tremendamente affascinante, ed intorno le facce tracciate da profondi solchi testimoniali che parlano da soli. Il sacro e il profano, la musica, la spazzatura, i clown, una messe di vestiti lasciati a terra che chiedono solo di essere scelti con cura e poi reindossati con dignità. Vecchie fotografie di famiglia che immortalano, lontani, bambini ora adulti, che viene spontaneo chiedersi dove ora sono finiti...La guerra incombe su queste fotografie di Michele Brancati; il suo occhio, che all'apparenza sembra distratto, coglie particolari istintivi che un normale osservatore fatica a scorgere. La sensazione di vitale nostalgia lo accompagna da sempre, nel suo peregrinare a random nei meandri della vecchia Europa dell'Est uscita con numerose cicatrici da guerre dimenticate, distruttive, senza apparente senso, che hanno macchiato la storia recente che si ritiene moderna, come un epoca che ci immaginavamo nuova, ma che invece mostra oscena tutta la sua meschinità. Nulla è cambiato, ma nonostante tutto lo stravolgimento che ha scosso queste terre martoriate, è rimasto come celato lo spirito umano di queste persone così fortemente attaccate alla propria vita. Che si dannano l'anima per gridare silenziosi la loro presenza su questa terra. "Siamo stati vivi" diremmo quasi, come a dire che c'è stato un passato senza la quale non potrebbe esistere questo eterno presente che viviamo con grandi difficoltà, ma anche con la voglia di sbranare pezzetti di vita che ci spettano, che vogliamo fare nostri, perchè la razza umana sia sempre e solo una, eterogenea e indivisibile, infuocata, mai dimentica delle proprie radici, si sporche, ma necessarie.Il lavoro radicale, gli scatti di Michele Brancati chiedono uno spazio che ha tutto il diritto di esistere; la sua sensibilità è una visione d'insieme che sfugge alle regole prestabilite, nell'ottica tutta personale di una descrizione del mondo che è volutamente strabica, asimmetrica, spiazzante, finalmente viva...
Butterfly's Flight - progetto sonoro di Federica Maglioni.
Federica Maglioni, Valeria Montanari, Rosita Ippolito
Butterfly's Flight- Progetto sonoro di Federica Maniglioni
Julia Kent e Barbara De Dominicis
Il Cha no yu (, "acqua calda per il tè"), conosciuto in Occidente anche come Cerimonia del tè, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone, indicato anche come Chad o Sad, (, "Via del tè").
È una delle arti tradizionali zen più note. Codificata in maniera definitiva alla fine del XVI secolo dal monaco buddhista zen Sen no Riky (, 1522-1591), maestro del tè di Oda Nobunaga (, 1534-1582) e successivamente di Toyotomi Hideyoshi (, 1536-1598). Il Cha no yu di Sen no Riky riprende la tradizione fondata dai monaci zen Murata Shuk (, 1423-1502) e Takeno J (, 1502-1555). La Cerimonia si basa sulla concezione del wabi-cha (). Questa cerimonia e pratica spirituale può essere svolta secondo stili diversi ed in forme diverse. A seconda delle stagioni cambia la collocazione del bollitore ( kama): in autunno e inverno è posto in una buca di forma quadrata (, ro, fornace), ricavata in uno dei tatami () che formano il pavimento. In primavera ed estate in un braciere (furo, ) appoggiato sul tatami. La forma più complessa e lunga (, chaji) consiste in un pasto in stile kaiseki (), nel servizio di tè denso (, koicha) e in quello di tè leggero (, usucha)[1]. In tutti i casi si usa, in varie quantità, il matcha (), tè verde polverizzato, che viene mescolato all'acqua calda con l'apposito frullino di bambù (, chasen). Quindi la bevanda che ne risulta non è un'infusione ma una sospensione: la polvere di tè viene cioè consumata insieme all'acqua. Per questo motivo e per il fatto che il matcha viene prodotto utilizzando germogli terminali della pianta, la bevanda ha un effetto notevolmente eccitante. Infatti veniva e viene ancora utilizzata dai monaci zen per rimanere svegli durante le pratiche meditative (zazen, ). Il tè leggero usucha, a seguito dello sbattimento dell'acqua col frullino durante la preparazione, si ricopre di una sottile schiuma di una tonalità particolarmente piacevole e che si intona con i colori della tazza.
Michele Brancati
Michele Brancati nasce a Reggio Calabria nel 1977. Dopo gli studi accademici in cinema e fotografia all'Università di Bologna, approfondisce l'ambito del fotogiornalismo presso l'Istituto Italiano di Fotografia di Milano sotto la guida del Fotoreporter Hannes Schick.
Nel 2008 vive sul confine slovacco/ucraino per documentare le condizioni dei centri di accoglienza per immigrati.
Nel 2009 vive tra Estonia e Lettonia per documentare la situazione socio-politica.
I suoi reportage sono stati pubblicati sul corriere della sera.it e in numerose riviste specializzate di fotogiornalismo.
Nell'ambito di un progetto finanziato dalla Regione Lazio espone le sue foto al Museo di Roma in Trastevere.
E' fotografo ufficiale del Festival Internazionale Jazz di Orsara di Puglia(Fg)
Selezionato alla finale del primo premio Luca Pron promosso dal Museo Nazionale del Cinema di Torino
Vince 3 Bronze Award agli International Photography Award 2010 di Orvieto.
Attualmente vive a Bologna dove svolge workshop di fotoreportage e fototerapia.
PHOTOGRAPHY
info contatti:
michele.brancati_gmail.com
339.7585521
3881704020